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venerdì 22 aprile 2016

L'ora delle recensioni #40: Warm Bodies di Isaac Marion

Buongiorno cari lettori, purtroppo il mio computer in questi giorni ha deciso di andare a farsi friggere e di conseguenza sono indietrissimo con i post che dovrei pubblicare. Inoltre devo ancora finire i libri che sto leggendo (che contavo di finire per questi giorni) causa scuola (sì, avete ragione, sto sclerando troppo e dovrei concentrarmi sulla recensione). Quindi… Oggi vi riporto la recensione di Warm Bodies; purtroppo non è stato come me l’ero immaginata.
Avevo visto tempo fa (forse un paio d’anni fa) il film e mi era piaciuto tantissimo, per cui ho detto: “il libro sarà stupendo…” purtroppo non è stato così… (sì, mi piacciono i puntini di sospensione).




TITOLO: Warm Bodies
AUTORE: Isaac Marion
ANNO: 2011
PREZZO: 14,50
CASA EDITRICE: Fazi Editori

TRAMA: R è un ragazzo in piena crisi esistenziale: è uno zombie. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, ma nutre molti sogni. La sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, ma dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di stupore, di nostalgia. Un giorno, mentre ne divora il cervello, R assaggia i ricordi di un ragazzo. Di lì a poco, per lui cambierà ogni cosa; intreccia una relazione con la ragazza della sua vittima, Julie, e sarà per lui un’esplosione di colori nel paesaggio grigio e monotono che lo circonda. Perché l’amore per lei lo trasformerà in un uomo (e in un morto) diverso, più combattivo e consapevole. Di qui avrà inizio una guerra feroce contro i suoi compagni d’un tempo, e una rinascita, le cui conseguenze saranno del tutto inimmaginabili…

RECENSIONE: Come ho detto prima, nell’introduzione il libro non mi è piaciuto. Comincio dicendo che l’idea di fondo era fantastica; uno zombie che “prende una fissa” per un’umana, è molto originale. Il problema è come è stata impostata: il libro ha sulle duecento pagine circa, che rendono difficile strutturare al meglio la vicenda. Mi spiego meglio: ci sono troppe poche pagine e la storia non ha il tempo di svilupparsi. La vicenda è narrata in prima persona: a raccontarla è Erre, uno zombie di cui non sappiamo né l’età né che lavoro faceva prima di essere trasformato; non si sa come è successo… Insomma non si ricorda niente. Come personaggio non mi dispiace, anzi mi è piaciuta molto la sua crescita interiore, dovuta anche a Perry, che dentro di lui lo “aiutava”. Pian piano nel corso della storia lo si vede cambiare, non solo di carattere ma anche di aspetto.

Prenditi cura di lei, me lo prometti?...
Tienila al sicuro

Passiamo a Julie; lei mi è piaciuta, avrei voluto però che venissero alternati i punti di vista, per scoprire qualcosa in più su di lei. E’ una ragazza coraggiosa e forte che, malgrado tutto il dolore che ha provato, continua a sorridere e a sperare che il mondo possa diventare migliore.
Purtroppo (oggi recensione dei purtroppo) il libro, come ho detto prima, è troppo corto e alcune cose rimangono in sospeso (cosa che io odio altamente) e non ne vengono spiegate altre a cui secondo me bisognava prestare attenzione.

✯✯

Ecco, al libro do due stelle e mezzo (il mezzo solo per Julie e Nora), quindi mi dispiace ma non mi sento di consigliarvelo, anche se sono dell’opinione che ognuno ha i propri gusti e a qualcuno può piacere. Quindi direi, un libro senza pretese.



G.


2 commenti:

  1. Ciao! Anni fa non mi era dispiaciuto il libro, ho apprezzato anche il film, ma ad oggi non mi è rimasto granché di questa lettura...

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